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	<title>Airc &#8211; Medicina Italia Tv</title>
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	<description>La web tv del sistema sanitario italiano</description>
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		<title>Airc, la campagna antifumo con le voci più amate e seguite del web</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jun 2019 16:04:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Airc, la campagna antifumo con le voci più amate e seguite del web da Camihawke a Sofia Viscardi. Parte la campagna antifumo della Fondazione Airc per la ricerca sul cancro rivolta soprattutto a giovani e donne. Per sensibilizzare ragazzi e ragazze il progetto coinvolge alcune fra le voci più amate e seguite del web. Da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Airc, la campagna antifumo con le voci più amate e seguite del web da Camihawke a Sofia Viscardi.</h2>
<p><strong>Parte la campagna antifumo della Fondazione Airc per la ricerca sul cancro rivolta soprattutto a giovani e donne</strong>. Per sensibilizzare ragazzi e ragazze il progetto coinvolge alcune fra le voci più amate e seguite del web. Da <strong>Camilla Boniardi</strong>, nota influencer meglio conosciuta come<strong> Camihawke</strong>, a <strong>Chiara Galiazzo, Alice Venturi, Sofia Viscardi</strong>, alle K4U. Un gruppo tutto al femminile che, con il supporto degli esperti di <strong>Airc</strong>, coinvolgerà i fan con modalità, contenuti e toni adatti alla loro età.<br />
&#8220;<em>Per agganciare l&#8217;attenzione dei ragazzi su un argomento così serio bisogna parlare la loro lingua. 500 mila visualizzazioni in 24 ore per una story contro il fumo su Instagram sono un bel risultato, sto avendo molte risposte positive&#8221;, </em>racconta Camihawke<em>. &#8220;Sono un&#8217;ex fumatrice, avevo in mente da anni l&#8217;idea di partecipare ad una campagna contro le sigarette, per questo ho voluto essere ambasciatrice di Airc. Parlo per esperienza: fumare è stupido, si può smettere</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>In Italia il numero di donne che fumano è aumentato del 24% in un solo anno, siamo il fanalino di coda dell&#8217;Europa&#8221;,</em> afferma Marina Chiara Garassino, responsabile di Oncologia toracica del Dipartimento di Oncologia della Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. <em>&#8220;È assolutamente necessario e urgente arrestare questa tendenza &#8211;</em> spiega<em> &#8211; se non faremo nulla, fra vent&#8217;anni dovremo affrontare una vera e propria epidemia di tumore ai polmoni&#8221;. &#8220;Un rischio ancor maggiore per il genere femminile, </em>continua Garassino:<em> &#8220;Il fumo ha sulle donne effetti ancora più negativi perché, oltre a fare maggiore uso di sigarette, fumano in modo diverso rispetto agli uomini, con un&#8217;inalazione più profonda, che può aumentare sia l&#8217;incidenza sia l&#8217;aggressività dei tipi di tumore ai polmoni da cui sono colpite&#8221;.</em></p>
<p>Secondo i dati diffusi dall&#8217;indagine internazionale &#8220;Global Youth Tobacco Survey&#8221;, raccolti per l&#8217;Italia dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità, già fra 13 e i 15 anni un ragazzo su cinque fuma quotidianamente le sigarette tradizionali, mentre il 18% utilizza sigarette elettroniche. Le ragazze sono fumatrici abituali di sigaretta tradizionale nel 24% dei casi, contro il 16% dei coetanei maschi, mentre utilizzano regolarmente la sigaretta elettronica il 22% dei maschi e il 13% delle femmine. La fascia di età dell&#8217;iniziazione al fumo di sigaretta è quella della scuola secondaria di primo grado (10-13 anni).</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Fonte: Ansa</strong></p>
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		<title>Leucemia, meccanismi che sfuggono dopo trapianto</title>
		<link>https://www.medicinaitalia.tv/leucemia-scoperti-meccanismi-che-sfuggono-al-sistema-immunitario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 14:36:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Channel Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[Airc]]></category>
		<category><![CDATA[cellule tumorali]]></category>
		<category><![CDATA[Leucemia]]></category>
		<category><![CDATA[leucemia mieloide acuta]]></category>
		<category><![CDATA[meccanismi]]></category>
		<category><![CDATA[sistema immunitario]]></category>
		<category><![CDATA[trapianto di midollo]]></category>
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					<description><![CDATA[Scoperti meccanismi con cui le cellule tumorali sfuggono al sistema immunitario dopo il trapianto. Dal gruppo di ricercatori italiano il primo passo verso terapie mirate.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="news-txt">
<h1>Leucemia, scoperti meccanismi con cui le cellule tumorali sfuggono al sistema immunitario dopo il trapianto. Dal gruppo di ricercatori italiano il primo passo verso terapie mirate.</h1>
<p>Grazie ad un<strong> gruppo di ricercatori italiani</strong> sono stati <strong>svelati i meccanismi con cui le cellule tumorali della leucemia mieloide</strong> <strong>acuta sfuggono al controllo del sistema immunitario dopo il trapianto di midollo</strong>. La scoperta è descritta su Nature Medicine e Nature Communications.</p>
<p>Un gruppo di ricercatori dell&#8217;Irccs Ospedale San Raffaele di Milano, infatti, ha studiato questo processo analizzando le <strong>cellule tumorali e i &#8216;linfociti T&#8217;</strong> che cercano di sconfiggerle, prima e dopo la terapia. Negli studi, realizzati grazie ad <strong>Airc,</strong> i ricercatori dimostrano che ci sono due nuove soluzioni trovate dalle cellule del tumore per salvarsi: da un lato riducono l&#8217;espressione delle molecole HLA sulla superficie, silenziando i loro geni e nascondendosi così al &#8216;pattugliamento&#8217; dei linfociti; dall&#8217;altro aumentano la presenza di alcuni recettori immunosoppressori che segnalano ai linfociti di frenare la loro attività fino a inattivare la risposta immunitaria.</p>
<p>Già nel 2009, gli stessi ricercatori avevano scoperto che a volte a salvare le cellule leucemiche è una mutazione genetica nel Dna, che cambia alcune molecole presenti sulla loro superficie e le rende più simili (e quindi invisibili) alle cellule del sistema immunitario trapiantato. &#8220;<em>Comprendere, caso per caso, quale meccanismo dà origine alla recidiva permetterà di classificare meglio i pazienti e dare loro un trattamento specifico &#8211; </em>spiega Luca Vago, l&#8217;autore principale insieme a Chiara Bonini e Fabio Ciceri &#8211;<em>. L&#8217;obiettivo è un approccio personalizzato alle recidive, che permetterà di migliorare gli esiti non grazie a nuovi opzioni terapeutiche, ma trovando un nuovo razionale per le terapie già disponibili&#8221;</em>.</p>
<div class="news-txt">
<p style="text-align: right;">(Fonte: Ansa)</p>
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