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	<title>Alzheimer &#8211; Medicina Italia Tv</title>
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	<title>Alzheimer &#8211; Medicina Italia Tv</title>
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		<title>Alzheimer, SensApp: sviluppare sensore per la diagnosi precoce</title>
		<link>https://www.medicinaitalia.tv/alzheimer-sensapp-sviluppare-sensore-la-diagnosi-precoce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2019 16:41:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Channel Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[dispositivo per la diagnosi precoce]]></category>
		<category><![CDATA[progetto europeo SensApp]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[Alzheimer, progetto SensApp alla ricerca del dispositivo per la diagnosi. Si potrà rintracciare i segnali della malattia da una sola goccia di sangue.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="news-title">Alzheimer, nato il progetto europeo SensApp alla  ricerca del dispositivo per la diagnosi precoce. Si potrà rintracciare i segnali della malattia da una sola goccia di sangue</h1>
<p>&nbsp;</p>
<p class="news-title">La Commissione europea ha nominato l&#8217;Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti (Isasi) del Cnr coordinatore di un consorzio europeo per lo sviluppo della nuova tecnologia, con l&#8217;obiettivo di trovare un supersensore in grado di rintracciare i segnali dell&#8217;<strong>Alzheimer</strong> da una sola goccia di sangue.</p>
<p class="news-title"><strong>Il nuovo dispositivo consentirà una diagnosi rapida e non invasiva e un intervento terapeutico tempestivo e mirato</strong>. Il progetto ha ricevuto un finanziamento di più di 3 milioni di euro. <strong>Il primo gennaio 2019 è iniziato ufficialmente il progetto europeo SensApp</strong> (Super-sensitive detection of Alzheimer&#8217;s disease biomarkers in plasma by an innovative droplet split-and-stack approach), che ha l&#8217;obiettivo di sviluppare un super-sensore per la diagnosi precoce del morbo di Alzheimer, tramite un semplice esame del sangue. Il progetto coordinato dall&#8217;Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isasi) è stato selezionato tra 375 proposte e finanziato dalla Commissione Europea con più di 3 milioni di euro nell&#8217;ambito del pilastro di eccellenza FET Open del programma Horizon 2020.</p>
<p>A oggi una diagnosi certa del morbo di Alzheimer è pressoché impossibile. I marker vanno ricercati nel liquido spinale del paziente che viene prelevato tramite puntura lombare, un intervento molto rischioso, poco praticabile e che richiede l&#8217;ospedalizzazione del paziente. Tenendo conto la grande diffusione della malattia e la crescente aspettativa di vita, il super-sensore sviluppato dal progetto SensApp rivoluzionerà l&#8217;approccio clinico al morbo di Alzheimer con un enorme impatto sulla società. La tecnologia abilitante è nuova e l&#8217;abbiamo nominata &#8216;droplet-split-and-stack&#8217;. Si basa sull&#8217;effetto piroelettrico e ci consente di superare i limiti di diffusione riscontrati nei test immunologici tradizionali. (Fonte: Ansa).</p>
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		<title>Alzheimer, importante la forma fisica</title>
		<link>https://www.medicinaitalia.tv/alzheimer-la-forma-fisica-preserva-dal-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Mar 2018 15:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[demenza]]></category>
		<category><![CDATA[forma fisica]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un nuovo studio svedese le donne di mezza età che si mantengono in allenamento abbattono il rischio.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Alzheimer, secondo lo studio svedese la forma fisica preserva dal rischio</h1>
<div>Secondo un nuovo <strong>studio svedese</strong> le donne di mezza età che si mantengono in allenamento abbattono il <strong>rischio</strong> di sviluppare la malattia dal 25 al 90%. L’analisi della Gothenburg University, pubblicata sulla rivista americana Neurology, è particolarmente significativa in quanto emerge da una indagine su vasta scala, che ha seguito 191 donne per tutta la loro vita.</div>
<div></div>
<div>Sottoposte a test di resistenza sulle cyclette dall’età di 50 anni in poi, le volontarie hanno evidenziato l’impatto dell’esercizio fisco sullo sviluppo delle demenze. Le donne che a 50 anni sono a malapena riuscite a finire l’esercizio assegnato, hanno mostrato un 45% di rischi di venire colpite dal morbo.</div>
<div></div>
<div>Per quelle con un buon livello di forma fisica, i rischi erano pari al 25%. Per le signore decisamente più atletiche, i <strong>pericoli di Alzheimer</strong> con l’età si sono dimostrati solo pari al 5%. Gli stessi autori osservano che provare un legame di causa-effetto tra la forma fisica e la demenza è molto difficile, ma i legami tra i due fattori appaiono sempre più evidenti, e rafforzano l’ipotesi che l’esercizio preservi la salute anche delle cellule cerebrali.Fonte: <a href="https://www.amedeolucente.it" target="_blank" rel="noopener">popular SCience</a></div>
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