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	<title>batteri resistenti ai farmaci &#8211; Medicina Italia Tv</title>
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		<title>Quattro farmaci nuovi in arrivo contro batteri resistenti</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Mar 2019 16:44:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Channel Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[batteri resistenti ai farmaci]]></category>
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		<category><![CDATA[OMS]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuovi antibiotici per i ceppi multiresistenti per far fronte al trattamento dei pazienti che non rispondono ad altre cure]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Quattro antibiotici nuovi in arrivo contro i batteri resistenti ai farmaci</h1>
<p><strong>Ogni anno in Europa, sono circa trenta tre mila le morti causate da batteri resistenti ai farmaci e di questi circa un terzo in Italia</strong>. La speranza e&#8217; quella di affilare le armi farmaceutiche con <strong>nuovi antibiotici per i ceppi multiresistenti e ne sono in arrivo 4 nuovi tipi</strong> che serviranno proprio a far fronte al trattamento dei pazienti che non rispondono ad altre cure. Ogni anno, ricorda Lucia Aleotti, membro del Cda della multinazionale con sede a Firenze, &#8220;<em>abbiamo in Italia dieci mila morti a causa della resistenza batterica, ovvero persone che muoiono perché contraggono infezioni che non rispondono ai farmaci. Per questo, abbiamo deciso di fare un accordo per portare a registrazione e far arrivare, in 64 paesi, nuovi antibiotici destinati a batteri resistenti. Non devono essere di largo utilizzo ma destinati a un uso ospedaliero, in pazienti che manifestano resistenze</em>&#8220;. Grazie a un accordo dello scorso anno con l&#8217;<strong>azienda americana Melinta Therapeutics, Menarini ha acquisito, infatti, i diritti per la commercializzazione di quattro antibiotici che agiscono su ceppi multiresistenti responsabili di infezioni gravi</strong>, contratte spesso in ospedale.<br />
Il primo, spiega Annamaria Pizzigallo, direttore medico scientifico Menarini, &#8220;<em>è un&#8217;associazione di un carbapeneme e un inibitore della beta-lattamasi ed è mirato alle infezioni delle vie urinarie o post operatorie. Due riguardano batteri responsabili di infezioni acute della pelle e dei tessuti molli: uno agisce sul pericolosissimo Staffilococco aureo resistente alla meticillina e un altro è un nuovo fluorochinolone, per il quale è allo studio anche un&#8217;estensione delle indicazioni alle polmoniti. Infine un antibiotico per via venosa efficace contro l&#8217;Acinetobacter baumannii, uno dei batteri ospedalieri più diffusi&#8221;. </em>A che punto siamo? <em>&#8220;Negli Usa sono già stati approvati e sono disponibili per l&#8217;uso ospedaliero. L&#8217;iter di approvazione presso l&#8217;Agenzia Europea dei Medicinali (Ema) è, a seconda dei casi, in corso o già terminato e si dovrà ora avviare la fase di approvazione in Italia</em>&#8220;.</p>
<p>Il super batteri ogni anno, uccidono tra le 500.000 e 700.000 persone al mondo, provocando infezioni che fino a qualche tempo fa erano curabili con normali antibiotici, oggi diventati inutili. Si tratta di una vera e <strong>propria minaccia globale secondo l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)</strong>. Diversi i motivi che ci hanno portato a questo punto. &#8220;<em>In generale</em> &#8211; sottolinea Pizzigallo &#8211; <em>si registra un utilizzo eccessivo di antibiotici negli allevamenti animali e spesso il mancato rispetto dell&#8217;igiene delle mani nelle strutture assistenziali</em>&#8220;. Ma in Italia, più che in altri paesi del Nord Europa, aggiunge, &#8220;<em>c&#8217;è anche un inadeguato utilizzo di antibiotici ad ampio spettro, molto facili da reperire e da assumere per via orale, ma quasi sempre prescritti senza prima effettuare una ricerca microbiologica per sapere se siano realmente necessari</em>&#8220;. A questo si aggiunge una mancata aderenza alle terapie da parte dei pazienti che, non di rado, interrompono la cura o non rispecchiano i dosaggi. &#8220;<em>Questo fa sì &#8211; </em>conclude l&#8217;esperta <em>&#8211; che il farmaco uccida i batteri più deboli mentre sopravvivono e si selezionano quelli più resistenti</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: Ansa</p>
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