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	<title>fumo &#8211; Medicina Italia Tv</title>
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		<title>Ictus cerebrale, il fumo è il nemico numero 1 delle arterie</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Apr 2019 14:59:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Alice Italia Onlus]]></category>
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		<category><![CDATA[ischemia cerebrale]]></category>
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					<description><![CDATA[Chi fuma ha un rischio due volte maggiore di essere colpito da ischemia cerebrale e che smettere produce benefici importanti. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: left;">Alice Italia Onlus: l&#8217;ictus cerebrale, il fumo è il nemico numero 1 delle arterie</h1>
<p style="text-align: left;">In occasione di <strong>Aprile, mese della prevenzione dell&#8217;ictus cerebrale, Alice Italia Onlus, L&#8217;Associazione per la Lotta all&#8217;Ictus Cerebrale sottolinea che chi fuma ha un rischio due volte maggiore di essere colpito da ischemia cerebrale</strong> e che smettere produce benefici importanti. Molti vantaggi si ottengono già dopo poche settimane e, dopo cinque anni, il rischio cerebro-cardiovascolare degli ex fumatori è simile a quello di chi non ha mai avuto questa cattiva abitudine.</p>
<p style="text-align: left;">Il fumo è l&#8217;unico fattore di rischio che potrebbe essere completamente rimosso. <strong>È il nemico numero uno delle arterie: la nicotina viene assorbita dai polmoni, passa nel sangue, provoca la riduzione del diametro delle arterie e riduce la circolazione del sangue</strong>, fa aumentare la pressione arteriosa e la tachicardia, causa una predisposizione alla formazione di placche di aterosclerosi e, infine, facilita la formazione di coaguli, che andando in circolo possono danneggiare cuore, cervello, reni e altri organi. Quando un trombo ostruisce improvvisamente una arteria cerebrale si parla di ictus, che colpisce ogni anno nel mondo circa 15 milioni di persone e nel nostro Paese circa 150.000. &#8220;<em>L&#8217;ictus è un evento improvviso, inatteso e traumatico</em> &#8211; afferma la dottoressa Nicoletta Reale, Presidente di Alice Italia Onlus &#8211; <em>fumare comporta un rischio due volte maggiore di essere colpiti da ictus: i fumatori hanno la probabilità doppia che si verifichi un ictus ischemico e ben quattro volte superiore che si verifichi un ictus emorragico. Più della metà dei fumatori reduci da una ictus riprende il vizio una volta lasciato l&#8217;ospedale, ma in questo caso il rischio di morire triplica, arrivando addirittura a quintuplicare se il paziente riprende in mano la sigaretta una settimana dopo la dimissione</em>&#8220;.<br />
Nel nostro Paese sono 12 milioni i fumatori, e a preoccupare è l&#8217;abitudine al fumo nei giovanissimi, nei ragazzi e ancor più nelle ragazze, che a questa dipendenza tendono ad associarne altre ugualmente pericolose. Fondamentali per gli esperti sono quindi la <strong>prevenzione e l&#8217;adeguata consapevolezza che smettere di fumare o non cominciare affatto è importante, tenendo conto del fatto che comunque l&#8217;ictus è, come tutte le malattie cardiovascolari e i tumori, una malattia multifattoriale, cioè dovuta alla concomitante azione di più fattori.</strong> Le terapie della fase acuta (trombolisi e trombectomia meccanica) attualmente disponibili possono evitare del tutto o migliorare in modo sorprendente gli esiti, ma la loro applicazione secondo l&#8217;Associazione rimane a tutt&#8217;oggi molto limitata per motivi come la scarsa consapevolezza dei sintomi, il conseguente ritardo con cui chiama il 112 e quindi si arriva negli ospedali idonei, il ritardo intra-ospedaliero e, infine, la mancanza di reti ospedaliere appropriatamente organizzate.<br />
Per gli eventi del mese della prevenzione si può consultare il sito www.aliceitalia.org.</p>
<p style="text-align: right;">(Fonte: ANSA)</p>
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		<title>Malattie polmonari e cardiovascolari: da settembre progetto SMAC</title>
		<link>https://www.medicinaitalia.tv/malattie-polmonari-cardiovascolari-da-settembre-progetto-smac/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jul 2018 14:33:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[exfumatori]]></category>
		<category><![CDATA[fumatori]]></category>
		<category><![CDATA[fumo]]></category>
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		<category><![CDATA[tabagisti]]></category>
		<category><![CDATA[tumore al polmone]]></category>
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					<description><![CDATA[Progetto SMAC: controlli gratuiti per scoprire lo stato di salute di polmoni e cuore]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Malattie polmonari e cardiovascolari: da settembre il progetto SMAC:  controlli gratuiti per scoprire lo stato di salute di polmoni e cuore</h1>
<h2>Dall&#8217;Humanitas di Milano partirà il prossimo settembre un programma di prevenzione innovativo per le malattie polmonari e cardiovascolari dedicato a forti fumatori e ex tabagisti</h2>
<p>Nasce <strong>SMAC</strong>, un progetto di screening gratuito per forti<strong> fumatori ed ex fumatori</strong> messo a punto da Giulia Veronesi, responsabile della Sezione di Chirurgia Robotica di Humanitas, che punta a diagnosticare sempre più tempestivamente <strong>malattie sia polmonari sia cardiovascolari</strong> e a fare prevenzione di patologie correlate al fumo.</p>
<p>Un questionario approfondito, quattro chiacchiere sulle proprie abitudini di vita e su come migliorarle, una Tac del torace a basso dosaggio, e per concludere prelievo del sangue e spirometria. Questi i passaggi principali del progetto.</p>
<p><strong>Il tumore al polmone</strong> è al primo posto nella poco ambita classifica italiana di più letale tipo di cancro (nel 2017 ha causato oltre 33mila decessi) e al terzo in quella del più diffuso (41.800 i nuovi casi diagnosticati lo scorso anno). Sarebbe una malattia rara se non si fumasse: circa l’85% delle persone colpite da questa patologia è o è stato un fumatore, ciononostante quasi 12 milioni di italiani (specie donne ) cioè il 20% della popolazione, continuano ad accendersi una sigaretta ogni giorno. E, nella grande maggioranza dei casi, viene ancora oggi scoperto quando ormai è in stadio avanzato, con metastasi diffuse ad altri organi. Per questo risulta così difficile da curare e resta, nonostante i progressi fatti nelle terapie, un big killer: soltanto il 16 per cento dei pazienti, infatti, è ancora vivo cinque anni dopo la scoperta della malattia. Per questo da anni i ricercatori di tutto il mondo stanno studiando un modo per scoprirlo nelle sue fasi iniziali, quando le probabilità di sconfiggerlo sarebbero migliori. SMAC nasce così.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Fonti: Corriere.it e Adnkronos.com</strong></p>
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