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	<title>Organizzazione mondiale della sanità &#8211; Medicina Italia Tv</title>
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	<title>Organizzazione mondiale della sanità &#8211; Medicina Italia Tv</title>
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		<title>Il coronavirus è una pandemia: che cosa significa</title>
		<link>https://www.medicinaitalia.tv/il-coronavirus-e-una-pandemia-che-cosa-significa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2020 20:11:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Congressi ed incontri]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[Il coronavirus è stato definito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), una pandemia: che cosa significa e cosa succederà adesso?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/ikBwOM0hznc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<h1 class="title style-scope ytd-video-primary-info-renderer">Il coronavirus è una pandemia: che cosa significa e cosa succederà adesso</h1>
<p><strong>In base alla definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)</strong> una <strong>pandemia</strong> è “<em><strong>l</strong><strong>a diffusione mondiale di una nuova malattia</strong></em>” per la quale la popolazione non ha immunità, caratterizzata da elevata contagiosità e tasso di mortalità significativo.</p>
<p><strong>L’organizzazione ha annunciato lo stato pandemico per il nuovo coronavirus SARS-CoV-2</strong>, con tutto ciò che ne consegue per mitigarne l’impatto. Ciò significa che potrebbero essere adottate misure straordinarie, proprio come a Wuhan, epicentro del virus.</p>
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<div id="text-container" class="style-scope ytd-channel-name" style="text-align: right;">Fonte: <a href="http://Fanpage.it" target="_blank" rel="noopener">Fanpage.it</a></div>
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		<title>Depressione, presentato manifesto di 10 punti</title>
		<link>https://www.medicinaitalia.tv/depressione-presentato-manifesto-di-10-punti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Apr 2019 16:18:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Onda]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione mondiale della sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[Presentato presso la Camera dei Deputati manifesto in 10 punti “Uscire dall’ombra della depressione”.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Presentato presso la Camera dei Deputati manifesto in 10 punti &#8220;Uscire dall&#8217;ombra della depressione&#8221;</h1>
<p>La <strong>depressione</strong> colpisce in Italia circa 3,5 milioni di persone, ma solo una su due riceve un trattamento corretto e tempestivo. A volte insorge dopo un lutto o un trauma, altre volte accompagna sin dall&#8217;adolescenza.</p>
<p>Per chiedere di potenziare i servizi sul territorio e migliorare l&#8217;accesso alle cure, è stato presentato oggi, mercoledì 10 aprile, presso la Camera dei Deputati, il Manifesto in 10 punti &#8220;<strong>Uscire dall&#8217;ombra della depressione</strong>&#8220;, promosso da <strong>Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere.</strong></p>
<p><strong>Riconosciuta dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità come la prima causa di disabilità a livello globale, la depressione</strong>, nel nostro Paese, ha un costo sociale dovuto a ore lavorative perse pari a 4 miliardi di euro l&#8217;anno, e ogni paziente costa al Servizio Sanitario Nazionale 5.000 euro annui in diagnosi e cure. &#8220;<em>In Italia il 5,5% della popolazione soffre di depressione maggiore con una netta prevalenza femminile</em>&#8220;, spiega Claudio Mencacci, presidente Società Italiana Neuropsicofarmacologia (Sinpf), &#8220;<em>è importante riconoscerla nelle varie fasi della vita dove si nota un crescendo, dall&#8217;adolescenza (2%) all&#8217;età adulta (6,5%), fino al 13% negli over 65</em>&#8220;. Trascorre, invece, spesso oltre un anno e mezzo tra la comparsa dei primi sintomi e la decisione di rivolgersi a un medico, circa due anni prima di ricevere una diagnosi corretta. Di qui il manifesto presentato oggi: una vera e propria call to action di pazienti e clinici.<br />
&#8220;<em>Il nostro obiettivo è aumentare la consapevolezza della malattia presso la popolazione, per superare lo stigma ancora così radicato e cercare di avvicinare i pazienti a diagnosi e cure appropriate</em>&#8220;, commenta Francesca Merzagora, presidente Fondazione Onda. &#8220;<em>Mi auguro che il manifesto &#8211; commenta Rossana Boldi, vice presidente Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati &#8211; diventi la base per proposte concrete per definire un Piano Nazionale per la depressione, che metta al centro i pazienti e le loro famiglie</em>&#8220;. (Fonte: ANSA).</p>
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		<title>Quattro farmaci nuovi in arrivo contro batteri resistenti</title>
		<link>https://www.medicinaitalia.tv/quattro-farmaci-nuovi-arrivo-contro-batteri-resistenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2019 16:44:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Channel Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[batteri resistenti ai farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[morti causate da batteri]]></category>
		<category><![CDATA[OMS]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione mondiale della sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuovi antibiotici per i ceppi multiresistenti per far fronte al trattamento dei pazienti che non rispondono ad altre cure]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Quattro antibiotici nuovi in arrivo contro i batteri resistenti ai farmaci</h1>
<p><strong>Ogni anno in Europa, sono circa trenta tre mila le morti causate da batteri resistenti ai farmaci e di questi circa un terzo in Italia</strong>. La speranza e&#8217; quella di affilare le armi farmaceutiche con <strong>nuovi antibiotici per i ceppi multiresistenti e ne sono in arrivo 4 nuovi tipi</strong> che serviranno proprio a far fronte al trattamento dei pazienti che non rispondono ad altre cure. Ogni anno, ricorda Lucia Aleotti, membro del Cda della multinazionale con sede a Firenze, &#8220;<em>abbiamo in Italia dieci mila morti a causa della resistenza batterica, ovvero persone che muoiono perché contraggono infezioni che non rispondono ai farmaci. Per questo, abbiamo deciso di fare un accordo per portare a registrazione e far arrivare, in 64 paesi, nuovi antibiotici destinati a batteri resistenti. Non devono essere di largo utilizzo ma destinati a un uso ospedaliero, in pazienti che manifestano resistenze</em>&#8220;. Grazie a un accordo dello scorso anno con l&#8217;<strong>azienda americana Melinta Therapeutics, Menarini ha acquisito, infatti, i diritti per la commercializzazione di quattro antibiotici che agiscono su ceppi multiresistenti responsabili di infezioni gravi</strong>, contratte spesso in ospedale.<br />
Il primo, spiega Annamaria Pizzigallo, direttore medico scientifico Menarini, &#8220;<em>è un&#8217;associazione di un carbapeneme e un inibitore della beta-lattamasi ed è mirato alle infezioni delle vie urinarie o post operatorie. Due riguardano batteri responsabili di infezioni acute della pelle e dei tessuti molli: uno agisce sul pericolosissimo Staffilococco aureo resistente alla meticillina e un altro è un nuovo fluorochinolone, per il quale è allo studio anche un&#8217;estensione delle indicazioni alle polmoniti. Infine un antibiotico per via venosa efficace contro l&#8217;Acinetobacter baumannii, uno dei batteri ospedalieri più diffusi&#8221;. </em>A che punto siamo? <em>&#8220;Negli Usa sono già stati approvati e sono disponibili per l&#8217;uso ospedaliero. L&#8217;iter di approvazione presso l&#8217;Agenzia Europea dei Medicinali (Ema) è, a seconda dei casi, in corso o già terminato e si dovrà ora avviare la fase di approvazione in Italia</em>&#8220;.</p>
<p>Il super batteri ogni anno, uccidono tra le 500.000 e 700.000 persone al mondo, provocando infezioni che fino a qualche tempo fa erano curabili con normali antibiotici, oggi diventati inutili. Si tratta di una vera e <strong>propria minaccia globale secondo l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)</strong>. Diversi i motivi che ci hanno portato a questo punto. &#8220;<em>In generale</em> &#8211; sottolinea Pizzigallo &#8211; <em>si registra un utilizzo eccessivo di antibiotici negli allevamenti animali e spesso il mancato rispetto dell&#8217;igiene delle mani nelle strutture assistenziali</em>&#8220;. Ma in Italia, più che in altri paesi del Nord Europa, aggiunge, &#8220;<em>c&#8217;è anche un inadeguato utilizzo di antibiotici ad ampio spettro, molto facili da reperire e da assumere per via orale, ma quasi sempre prescritti senza prima effettuare una ricerca microbiologica per sapere se siano realmente necessari</em>&#8220;. A questo si aggiunge una mancata aderenza alle terapie da parte dei pazienti che, non di rado, interrompono la cura o non rispecchiano i dosaggi. &#8220;<em>Questo fa sì &#8211; </em>conclude l&#8217;esperta <em>&#8211; che il farmaco uccida i batteri più deboli mentre sopravvivono e si selezionano quelli più resistenti</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: Ansa</p>
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		<title>Ipoacusia, il 3 marzo Giornata Mondiale udito</title>
		<link>https://www.medicinaitalia.tv/ipoacusia-il-3-marzo-giornata-mondiale-udito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2019 15:18:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Channel Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata Mondiale dedicata all'udito]]></category>
		<category><![CDATA[ipoacusia]]></category>
		<category><![CDATA[OMS]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione mondiale della sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 3 marzo Giornata Mondiale dedicata all'udito. Allerta Oms "Un italiano su 10 ha problemi di udito".]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Il 3 marzo Giornata Mondiale dedicata all&#8217;udito. Allerta Oms &#8220;problema sanitario globale&#8221;. Un italiano su 10 ha problemi di udito. In aumento casi ipoacusia nei giovani</h1>
<p>In vista della <strong>Giornata Mondiale dedicata all&#8217;udito</strong>, che si celebra il 3 Marzo, le <strong>Associazione di pazienti riunite al ministero della Salute</strong> insieme ad esperti e istituzioni hanno ricordato che un italiano su dieci ha problemi di udito, un problema che riguarda soprattutto gli anziani ma anche i più giovani.</p>
<p>La maggior parte dei soggetti con problemi (37%) ha più di 74 anni ma<strong> sono</strong> recentemente <strong>aumentati i casi di ipoacusia nei giovani fra i 15 e i 24 anni</strong> (dal 3% del 2012 al 4,2% del 2015) e nelle fasce di età intermedie. Tale incremento è legato non solo allo stile di vita moderno ma anche alla scarsa sensibilità del pubblico circa i problemi dell&#8217;udito, visto che il 54% degli italiani non si è mai sottoposto al test audiometrico.</p>
<p>L&#8217;<strong>ipoacusia</strong> è un serio problema sanitario a livello globale, ricorda l&#8217;<strong>Organizzazione mondiale della sanità</strong>: 460 milioni di persone, oltre il 5% della popolazione mondiale, sono affette da ipoacusia invalidante e si prevede che il loro numero triplicherà salendo a 1,2 miliardi di persone entro il 2050.<br />
L&#8217;obiettivo delle associazioni partecipanti alla due giorni di incontri fino all&#8217;1 marzo, organizzata da Nonno Ascoltami-Udito Italia Onlus in collaborazione con ASI (Affrontiamo la Sordità Insieme), è la sottoscrizione del primo protocollo operativo, testimoniando una nuova unità di intenti per lavorare tutti insieme su obiettivi comuni.</p>
<p>&#8220;<em>Solo muovendoci insieme per un obiettivo condiviso possiamo essere ascoltati dalla Pubblica Amministrazione &#8211; </em>sottolinea Domenico Pinto, presidente ASI<em> -. La firma di questo protocollo sarebbe un avvenimento storico che rende più efficaci gli sforzi, finora frammentari e individuali, verso la prevenzione, l&#8217;informazione e l&#8217;accesso alle cure a vantaggio di tutti</em>&#8220;. (Fonte: Ansa)</p>
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